Gli scienziati dell’Università Tecnica della Danimarca hanno ottenuto un progresso fondamentale nella scienza dei materiali, integrando con successo membrane di ossido ultrasottili su supporti metallici flessibili. Questo sviluppo sblocca il potenziale per sensori indossabili di prossima generazione, display pieghevoli e dispositivi energetici adattabili – tecnologie precedentemente limitate dalla natura rigida di questi potenti materiali.

La sfida degli ossidi flessibili

Gli ossidi complessi, composti che fondono ossigeno con metalli come manganese, titanio e nichel, offrono un’eccezionale versatilità. Essi presentano proprietà uniche, tra cui magnetismo, ferroelettricità e comportamento elettronico su misura, che li rendono ideali per l’elettronica avanzata, le applicazioni energetiche e il rilevamento. Tuttavia, tradizionalmente, questi ossidi venivano coltivati ​​su substrati non flessibili, limitando fortemente il loro utilizzo in dispositivi pieghevoli o estensibili.

La svolta sta nella fabbricazione di membrane di ossido indipendenti che possono aderire fortemente a supporti flessibili senza rompersi o staccarsi. Il professor Dae-Sung Park spiega: “La scoperta principale è la riuscita integrazione di membrane di ossido monocristallino indipendenti su substrati polimerici rivestiti di nitruro di titanio (TiN). Ciò significa che ora i materiali possono essere progettati per piegarsi e allungarsi pur mantenendo la loro funzione.

Nitruro di titanio: la chiave per l’adesione

I ricercatori hanno perfezionato la fabbricazione della membrana per ridurre al minimo i difetti, quindi hanno testato l’adesione a vari metalli, tra cui oro, platino e nitruro di titanio (TiN). I risultati hanno rivelato che il TiN ha sovraperformato significativamente gli altri metalli. Le membrane di ossido si legavano saldamente ai polimeri rivestiti di TiN e potevano resistere a sollecitazioni fino all’1% senza staccarsi.

Il successo deriva da una forte interazione chimica tra l’ossido e il TiN. “Ciò è dovuto a una forte interazione interfacciale tra ossido e TiN”, afferma Park, il che significa che i materiali si legano a livello molecolare, creando stabilità sotto stress. Il team ha testato l’LSMO, un ossido le cui proprietà magnetiche ed elettroniche possono essere alterate con la tensione, dimostrando che ora i dispositivi flessibili possono essere sintonizzati allungandoli o comprimendoli.

Ampie applicazioni e ricerca futura

Questa innovazione ha implicazioni di vasta portata. Gli ossidi di ingegneria della deformazione su substrati flessibili potrebbero portare a elettronica flessibile migliorata, sensori medici indossabili, display pieghevoli e sistemi avanzati di raccolta di energia. La capacità di regolare le proprietà dei materiali tramite la deformazione apre le porte al magnetismo regolabile, alla conduttività sintonizzabile e all’attività catalitica potenziata, rivoluzionando potenzialmente non solo l’elettronica di consumo ma anche lo stoccaggio dell’energia, la tecnologia della memoria e il calcolo neuromorfico.

Il team di ricerca prevede di ridimensionare la produzione per creare membrane più grandi e prive di difetti ed esplorare l’impilamento di diversi strati di ossido per strutture ancora più complesse. “La nostra ricerca futura si concentra sullo sviluppo di membrane di grandi dimensioni e prive di difetti, sulla fabbricazione di eterostrutture complesse mediante impilamento e torsione e sull’esplorazione di fenomeni fisici emergenti”, afferma il professor Nini Pryds.

In definitiva, questa svolta supera un grosso ostacolo nella scienza dei materiali, spostando il potenziale degli ossidi avanzati dal laboratorio a dispositivi pratici e pieghevoli che potrebbero diventare parte integrante della vita di tutti i giorni.