Quando l’asteroide colpì la Terra 66 milioni di anni fa, spazzando via i dinosauri, scatenò una catastrofe ambientale globale. Eppure, in mezzo a questa devastazione, le piante da fiore non solo sono sopravvissute: si sono evolute. Una nuova ricerca rivela che queste piante hanno subito una drammatica trasformazione genetica, duplicando il loro intero genoma per resistere alla crisi.

Ma questo non è stato un incidente isolato. Uno studio approfondito pubblicato su Cell mostra che negli ultimi 150 milioni di anni, le piante da fiore hanno ripetuto questa strategia nove volte distinte. Ogni “esplosione” di duplicazione genetica ha coinciso con importanti sconvolgimenti geologici, suggerendo che raddoppiare il proprio DNA è un meccanismo critico di sopravvivenza durante lo stress planetario.

Il paradosso dei “mostri speranzosi”

Per comprendere questo fenomeno è necessario guardare alla biologia della poliploidia. La maggior parte degli animali, compresi gli esseri umani, sono diploidi, nel senso che portano due serie di cromosomi, uno da ciascun genitore. Gli organismi poliploidi, tuttavia, portano tre o più serie.

Queste piante vengono spesso chiamate dai biologi “mostri speranzosi”. Il termine cattura un paradosso biologico:
* Il rischio: La duplicazione dell’intero genoma è biologicamente costosa. Richiede cellule più grandi, spesso riduce la fertilità e crea instabilità. In ambienti stabili, le piante poliploidi di solito lottano per competere con le loro controparti diploidi standard e alla fine si estinguono. Sono spesso considerati “vicoli ciechi evolutivi”.
* La ricompensa: Durante stress ambientali estremi, tuttavia, questa ridondanza genetica fornisce un enorme vantaggio. Le copie extra di geni consentono nuove funzioni e maggiore resilienza. Quella che sembra una deviazione “mostruosa” nei periodi buoni diventa un’ancora di salvezza nei momenti difficili.

“Quando esci e inizi a raccogliere piante, c’è un’alta probabilità che raccoglierai piante poliploidi”, spiega Yves Van de Peer, biologo genomico dell’Università di Gent. “Tuttavia, quando analizziamo i genomi delle piante, troviamo pochissime prove di molte duplicazioni dell’intero genoma sopravvissute a lungo termine.”

Questa discrepanza esiste perché i poliploidi prosperano nel caos ma muoiono nella stabilità. Sono la polizza assicurativa della natura contro l’estinzione.

Nove esplosioni di evoluzione

Il nuovo studio ha analizzato i genomi di 470 piante da fiore (angiosperme). Cercando resti genetici di duplicazioni passate e confrontandoli con reperti fossili, i ricercatori hanno identificato 132 eventi di duplicazione indipendenti.

Fondamentalmente, questi eventi non sono stati casuali. Si sono raggruppati in nove esplosioni specifiche, ciascuna in linea con una grave crisi storica:
* Periodi di raffreddamento globale
* Picchi di riscaldamento globale
* Eventi di estinzione di massa

Mentre ricerche precedenti nel 2009 avevano evidenziato un singolo gruppo di duplicazioni nel periodo in cui l’asteroide uccise i dinosauri, quest’ultimo lavoro dimostra che la poliploidia è una risposta evolutiva ricorrente al trauma.

Kevin Bird, un genomico evoluzionista di Kew Gardens, sottolinea l’importanza di questo modello: “I risultati dello studio sono un indizio molto interessante su come la vita sopravvive e si evolve attraverso i periodi più estremi della storia del nostro pianeta.”

Implicazioni per l’Antropocene

Perché questa storia antica è importante oggi? Perché la Terra sta attualmente attraversando un altro periodo di intenso stress: il cambiamento climatico.

Le piante da fiore comprendono la stragrande maggioranza delle colture su cui l’uomo fa affidamento per il cibo. Comprendere la loro storia genetica offre indizi su come l’agricoltura potrebbe adattarsi a un mondo instabile e in costante riscaldamento.

  • Lo stress induce duplicazione: La ricerca suggerisce che le condizioni stressanti possono effettivamente scatenare la poliploidia. Man mano che gli ambienti diventano più difficili, le piante possono iniziare naturalmente a duplicare i loro genomi.
  • Selezione naturale per la resilienza: le popolazioni poliploidi sono generalmente meglio attrezzate per gestire la volatilità meteorologica, il degrado dell’habitat e le temperature estreme.

Douglas Soltis, biologo del Museo di Storia Naturale della Florida, sottolinea i tempi: “L’Antropocene [era umana] sarà – e probabilmente lo è già – un periodo di stress che indurrà la poliploidia e selezionerà anche i poliploidi”.

Anche se non possiamo aspettare milioni di anni per vedere come ciò si svolge in natura, gli scienziati stanno ora creando attivamente piante poliploidi in laboratorio per testare le loro risposte allo stress. L’obiettivo è sfruttare questa antica strategia di sopravvivenza per garantire il nostro approvvigionamento alimentare in un futuro incerto.

In sostanza, la storia delle piante da fiore è una storia di sopravvivenza attraverso la ridondanza genetica. Mentre l’attività umana continua a destabilizzare il clima, i “mostri pieni di speranza” del passato potrebbero essere la chiave per il nostro futuro agricolo.